I giapponesi hanno questa abitudine stramba di coprirsi la bocca e il naso con una mascherina bianca quando sono raffreddati, con il male di gola, etc etc; ossia ti farebbero la cortesia di non spandere per l’aere i loro malanni. Peccato che ’ste mascherine non servano a un cazzo, ne sono convinto. Infatti sono riuscito lo stesso a prendermi il mal di gola e il raffreddore. Inoltre, vedermi, per esempio, in metropolitana circondato da ’sti tizi in mascherina mi faceva salire un’angoscia che non vi dico e passavo il tempo a cercare di stare il più lontano possibile dagli untori. Ma essendo una marea di mascherinizzati, non ci riuscivo.
Probabimente tutta questa salute precaria è dovuta al fatto che, per quello che abbiamo visto noi, ai giapponesi del Natale interessa ben poco; e così Gesù bambino li punisce. FdC, contrariata per questo atteggiamento poco natalizio, ha provato a infondere loro un po’ di amore per il Natale con una canzone in un karaoke. Tutto inutile.
Affranti da questa mancanza di conformità, il 23 dicembre siano andati a fare gli auguri all’imperatore ché compiva 75 anni e abbiamo colto l’occasione per chiedergli di far festeggiare il Natale come si deve ai giapponesi. In questo video potete sentire la sua viva voce che ci ringrazia personalmente per il pensiero ma cortesemente rifiuta il nostro invito. Poi però che non si lamentasse di avere un popolo di mascherine.
L’ultimo dell’anno siamo quindi andati ad Asakusa Kannon per festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo alla maniera dei giapponesi. Capirete il nostro shock culturale quando, allo scattare della mezzanotte, abbiamo provato a far partire un trenino senza riuscirci. Che popolo barbaro quello che non conosce le gioie del trenino!
Sconfortati da tanta stranezza, l’ultimo giorno di permanenza siamo andati al grande magazzino Laforet, che si dice essere molto fighetto. All’entrata però veniamo rapiti da un manipolo di percussioniste pazze. Io sarei rimasto lì a vederle e ascoltarle per ore e mi dispiace che il video non renda l’effettiva bellezza. Alla fine qualcosa da non buttare del Giappone l’abbiamo trovato dai.