Ritorniamo a quel 27 dicembre (paura, eh?): il primo incontro con quella che sarebbe poi diventata la mia controparte maschile.
A essere onesta a me dalla foto non piaceva, ma tanto mica ci stavo provando e ci saremo visti così, tanto per. Simpatico era simpatico, non rischiavo di passare una giornata di imbarazzante silenzio.
Il primo impatto è stato di spalle: lui era girato verso l'edicola e guardava i giornali (o forse le cartoline simpatie con i culi di fuori).
Indossava un bel cappotto nero (il poi leggendario "cappotto antistupro"), dei jeans normali, delle scarpe da ginnastica carine e aveva con se la fedele Yoshibag: era vestito bene insomma. E il cappotto nero esercita sempre un certo fascino su di me.
Mi sono avvicinata e, dopo n secondi di "come lo saluto" gli sono girata intorno e mi sono piazzata davanti a lui. L'ho visto in faccia e ho pensato che era carino. Al primo impatto Yoshi veniva classificato come "Materiale utile: se ci prova non mi tiro indietro".
Poi, uscendo dalla metro, ho visto (guardando di lato come mio solito, perchè all'inizio ho delle difficoltà non indifferenti a guardare i ragazzi negli occhi) che aveva dei bei denti, un bel sorriso e un mento che ricordava Boosta dei Subsonica.
La giornata è trascorsa tranquilla, fluida, senza intoppi.
E quando sono tornata a casa pensavo che era andata bene e che se mi avesse chiesto di rivederci avrei accettato.
A essere onesta a me dalla foto non piaceva, ma tanto mica ci stavo provando e ci saremo visti così, tanto per. Simpatico era simpatico, non rischiavo di passare una giornata di imbarazzante silenzio.
Il primo impatto è stato di spalle: lui era girato verso l'edicola e guardava i giornali (o forse le cartoline simpatie con i culi di fuori).
Indossava un bel cappotto nero (il poi leggendario "cappotto antistupro"), dei jeans normali, delle scarpe da ginnastica carine e aveva con se la fedele Yoshibag: era vestito bene insomma. E il cappotto nero esercita sempre un certo fascino su di me.
Mi sono avvicinata e, dopo n secondi di "come lo saluto" gli sono girata intorno e mi sono piazzata davanti a lui. L'ho visto in faccia e ho pensato che era carino. Al primo impatto Yoshi veniva classificato come "Materiale utile: se ci prova non mi tiro indietro".
Poi, uscendo dalla metro, ho visto (guardando di lato come mio solito, perchè all'inizio ho delle difficoltà non indifferenti a guardare i ragazzi negli occhi) che aveva dei bei denti, un bel sorriso e un mento che ricordava Boosta dei Subsonica.
La giornata è trascorsa tranquilla, fluida, senza intoppi.
E quando sono tornata a casa pensavo che era andata bene e che se mi avesse chiesto di rivederci avrei accettato.
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