Ogni cultura ha le sue regole non scritte. Regole che un soggetto mediamente inserito nella società dovrebbe apprendere per osmosi dai comportamenti altrui, senza bisogno che qualcuno gliele dico o gliele debba scrivere affinchè se ne ricordi.
Ogni cultura ha le sue regole dalla buona educazione, come "Non fare rumore quando bevi il brodo", "Non appoggiare i gomiti sul tavolo".
Esistono poi delle regole che afferiscono più alla sfera della ritualità, come la procedura corretta per preparare e servire il the in Inghilterra. Queste regole sono importanti perchè consentono di distinguere la persona di un certo livello dal burinazzo.
Appartiene a questo ultimo insieme di regole il rituale della rotella di liquirizia.
Prima di tutto la vera rotella di liquirizia è quella della Haribo: lasciate perdere quegli obrobri delle Yummi, della Fruittella e della Gelco. Posso giusto giusto concedervi quelle di Lucky Luke, ma solo perchè le compravo al mercato davanti alla mia scuola quando andavo alle elementari: qualitativamente erano pessime, sempre secche, ma era quello che passava il convento.
Esistono due metodi corretti di mangiare le rotelle di liquirizia:
1) srotolarla tutta e mangiarla
2) srotolare separatamente le due stringhe, intraprendendo una gara contro se stessi per vedere se si riesce a srotolarla tutta in un colpo, senza romperla.
Il secondo metodo presenta due ulteriori vantaggi:
- consente di giocare con le stringhe prima di mangiarle, ad esempio facendo delle treccine o dei braccialetti;
- permette di inserire pezzi di stringa dentro le cannucce del succo di frutta, in modo da tirarli su insieme al succo (liquirizia e albicocca sono deliziose!)
Potete capire il mio sommo sgomento quando settimana scorsa ho visto Yoshi che mangiava una rotella INTERA A MORSI, come un vero barbaro eretico e senza dio.
Spero che una notte arrivi il bambino della Haribo a tirargli i piedi, così si dà una regolata e imparare a comportarsi come uno Scimmiottino civilizzato, non come una bertuccia allo stato brado.
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