domenica 25 gennaio 2004

ELI: LA MALEDIZIONE DELL'ASTRO NASCENTE

Una delle peggio cose che vi possono capitare alla vigilia di un appuntamento è che vi compaia un malefico brufolo.
Sulla fronte, sulla guancia, sul mento, sul naso: non fa differenza.
Lui c'è.
E anche se non deturperà il vostro delizioso muso da scimmia, la sua presenza vi farà:
1- incazzare con l'ordine cosmico, facendovi chiedere il perchè di un simile evento
2- preoccupare oltremisura sui suoi possibili sviluppi ("entro domani diventerà pure bianco o resterà una gigante rossa?")
3- considerare tutti i possibili artifizi letti sui giornali e i barbaconsigli delle vostre amiche/nonne/mamme/cugine/zie/sorelle per nasconderlo.

La prima cosa che si fa (se si resiste alla tentazione della eliminazione coatta, leggesi strizzare) è prendere l'amico correttore, applicarlo, sfumarlo, fissarlo con la cipria.
Io devo fare due volte questa cosa, perchè la prima sfumo così bene che il correttore svanisce. Però il polpastrello denota una texture uniforme color sabbia.
Alla fine, grazie anche all'uso di una cipria con particelle luce riflettenti, l'entità è abbastanza camuffata.

Quello che la cosmesi non riesce a fare, sperate lo facciano:
- gli ormoni (insomma, alla fine sono portatrice di figa, questo dovrebbe già far chiudere un occhio su una misera imperfezione cutanea in vista di ben maggiori benefici),
- la luce (un bel locale buoi, una giornata grigia e uggiosa dove non venite illuminate stile interrogatorio),
- l'ottica (magari è ciecato),
- la natura maschile (ehi, non ci si lamenta sempre che gli uomini non si accorgono mai di dettagli come trucco, taglio di capelli, orecchini nuovi? perchè dovrebbe notare un brufolo?).

Poi uscite di casa e a meno che non siate molto paranoiche e molto insicure (più di me ed è tutto dire), ve ne dimenticate.

Fino al ritorno a casa.
Entrate in casa e uno specchio vi accoglie (non so quanto immediatemente: casa mia è piena di specchi e c'è n'è uno proprio nell'ingresso centrale).
Ci gettate uno sguardo.
E vi accorgete che:
a) avete tre nuovi brufoli sul mento (piccoli, niente giganti rosse. Potremo definirli semplici arrossamenti)
b) il gran Mogol dei brufoli (quello che avevate truccato con tanta precisione e cura) si è scoperto: il correttore è scivolato giù alle pendici del promontorio cutaneo, la cui cima svetta rosseggiante, come il monte Rosa al tramonto.

A questo punto la reazione è una sola:
da quanto tempo è che le cose stanno così? da quanto è che giro in questo misero stato?
e soprattutto: ma lui se ne sarà accorto?

Cogito ergo sum.

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